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Discussione:Gerarchia

Da Anarcopedia.

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Finalmente ho iniziato questa voce importante che non poteva più mancare! Ho cercato di fare del mio meglio ed ovviamente si può ancora ampliarlia con molte nozioni (ad esempio si può parlare ancora dell'assenza di gerarchia nella natura che sosteneva Bookchin nella sua ecologia sociale). Ho dato più spazio all'inizio alle "gerarchie religiose" per sottolineare il fatto che in origine il termine gerarchie (al plurale) aveva una valenza positiva (anche se solo per i credenti ovviamente) che poi, quando è antrato a far parte del contesto sociale, ha perso del tutto, anzi il suo significato si è ribaltato.--Altipiani azionanti 11:25, 16 Ott 2007 (UTC)

Scusa ma come facciamo a dire chi è l'autore di una pagina?Ognuno può intervenire e modificare, aggiungere e correggere..per cui l'autore è sempre il collettivo anarchopediano. Possiamo addebitare la paternità di un articolo, secondo me, solo quando si tratta di articoli in cui vengono espresse idee proprie, ovvero quelli che vengono catalogati come articoli degli anarchopediani--Nessuno 09:59, 9 dic 2009 (UTC)
L'autore della pagina gerarchia (e degli Indiani metropolitani) sono io e lo si vede dalla cronologia. I miei articoli, da oggi in poi, intendo rilasciarli in PDA. Per ora si tratta in pratica di articoli che non hanno ricevuto ulteriori contributi. Per quanto riguarda le porzioni di articoli (cioé i contributi ampliativi) è ancora da stabilire come poter esercitare la "libertà di applicare la licenza che si vuole": il discorso lo avevo introdotto, ponendo il problema specifico [[1]], ma è stato bruscamente interrotto...E' ovvio che l'autore e i contributori degli articoli sono Anarchopediani, ma ognuno di loro deve poter agire in base alla propria libertà ed autonomia se non è in linea con gli altri--Altipiani azionanti 10:20, 9 dic 2009 (UTC).
Sì però sottolineando che tu sei l'autore e come se ponessi un ostacolo agli interventi altrui, e come se tu stessi paradossalmente dicendo: «questo è di mia proprietà!» e quindi non volessi interventi altrui...comunque si corre questo rischio secondo me. Ognuno agisce liberamente, ma questo non significa che ognuno debba sottolineare quale e quanti siano i propri contributi (c'è la cronologia per questo..). Comuqnue il non essere il linea con gli altri non può portare un utente ad esprimere proprie idee negli articoli, che devono invece contenere i fatti e non le opinioni (un pacifista non può interventi nell'articolo anarchismo insurrezionale per dire che gli insurrezionalisti non sono veri anarchici..). Meglio, le opinioni possono essere esposte in articoli appositi: per es. un pacifista può scrivere un articolo in cui esprime il suo pensiero e dove può esporre tranquillamente le sue crtiche all'insurrezionalismo--Nessuno 10:28, 9 dic 2009 (UTC)
Poi, premesso che non ho capito nulla delle differenze tra le varie licenze (a parte tra copyleft e copyright), ponendo questi template (quindi alcuni articoli hanno il template pubblico dominio, altri invece no..) e come se dicessimo che alcuni articoli non sono di pubblico dominio. Mi pare invece che i template si debbano mettere solo quando le opere sono di altri autori (autori non anarchopediani) oppure quando un anarchopediano esprime proprie idee in merito a diverse questioni).--Nessuno 10:40, 9 dic 2009 (UTC)
Il principio dei template è:"io, che sono autore di ciò che ho scritto, decido le modalità di gestione della mia opera". Gli anarchopediani, nel redarre la wiki agiscono da autori secondo una condizione di default che poi sarebbe la licenza Copyzero 1.0 e questo non va bene se poi uno (nella fattispecie il sottoscritto) decide di rilasciare i suoi contributi nel Pubblico Dominio. La cronologia non dà alcuna informazione sulle modalità di rilascio dei propri interventi e questo è il limite da dover superare. Quello che sostieni tu non è esatto, perché io "proprietario dell'articolo" ho rinunciato ai miei diritti d'autore quando ho rilasciato lo stesso in PDA, per cui sono "ex proprietario". Ciò, quindi, non influisce e non condiziona minimamente la libertà degli altri eventuali contributori all'articolo, se non per il fatto che a loro volta sono tenuti, se vogliono, a distinguere il loro contributo e la loro licenza... è solo un problema tecnico da risolvere e niente più. Siamo in un momento di transizione, dove una cosa nuova (il PDA) ed una nuova esigenza è nata ed ora dobbiamo tutti insieme collaborare per poter far sì che questa "nuova visione" possa continuare ad esistere e coesistere in Anarchopedia. Vedi, Nessuno, mentre da un lato riconosci che il pensiero anarchico è variegato, e certe volte contrastante, poi vorresti che tutti fossimo d'accordo nel redarre gli articoli e che ci fosse una sorta di "unanimità di default", ma non sempre è possibile. La tua idea che le opinioni personali devono essere esposte "solo" in articoli appositi per me è sbagliata: ognuno deve poter redarre gli articoli con la propria mente e con le proprie vedute (questo è il senso dell'anarchizzare), laddove però il proprio contributo sia ben distinguibile anche dal punto di vista delle modalità di rilascio. Capisco che è un po' un ammattimento, ma per me è necessario dal momento che sono stato accusato di prevaricazione, stalinismo e maleducazione, solo per aver espresso e difeso le mie idee.--Altipiani azionanti 11:19, 9 dic 2009 (UTC)
Insomma, vuole il suo nome ovunque... del resto si è pure fatto la foto alla sua firma... Nessuno, dammi retta, lascialo perdere, ha bisogno di sentirsi vivo e di pensare di avere inventato qualcosa, di essere un intellettuale impegnato ed osteggiato... lascialo perdere se non vuoi diventare matto. ;-) --K2 13:14, 9 dic 2009 (UTC)
Secondo me il punto è questo: esistono due tipologie di articoli su Anarchopedia: quelli a carattere generale (storia, biografie, principi dell'anarchismo, ecc.) - dove necessariamente si riportano fatti e non opinioni. Dove ci si deve attenere a delle regole collettive, per cui tu non puoi dire che Bakunin sbagliava o bakunin aveva ragione, devi dire solo quello che Bakunin ha fatto, detto e scritto- e quelli individuali -dove invece si possono riportare opinioni ed è più che giusto sottolineare anche chi sia l'autore, anzi è doveroso perché il lettore deve comprendere che si tratta di opinioni e non di fatti. Vedi Altipiani, è come se in ambito di gestione collettiva delel terre, tu sottolineassi che quell'appezzamento di terra l'hai coltivato tu ma che gentilmente lo metti a disposizione di tutti. E' ababstanza antipatico come discorso non trovi? Anarchopedia è del collettivo e quindi in un ambito collettivo non ha senso parlare di mio e tuo, ma si parla di noi. Tuttavia anarchopedia non schiaccia l'individualità in nome del collettivo, visto che c'è la possibilità per ognuno di riportare le proprie opinioni, ma non negli articoli a carattere generale (storia, biografie, ecc.), perché se in questi articoli ognuno scrive la propria opinione, allora farncamente diventa un caos assoluto.

Quello che io ti suggerisco è di riportare in Ingresso Libertario un elenco di articoli in cui tu hai contributo...poi potresti sottolineare che dove tu hai contribuito vige il PDA e quindi così potresti evitare di dover mettere il template in ogni articolo a carattere generale (in quelli prorpio tuoi, dove riporti tue opinioni invece puoi fare quello che ti pare. Abbiamo parlato in privato più volte e so che sei sinncero, ti chiedo per favore di aprire un conflitto inutile...è possibile far convivere su Anarchopedia le diverse opinioni, ti prego non cercare di rompere gli equilibri...--Nessuno 08:55, 10 dic 2009 (UTC)

Sono d'accordo con te che l'attuale template PDA riferito all'intera pagina vada applicato solo alle pagine "intere" degli articoli degli anarchopediani intenzionati ad utilizzarlo.
Per quanto riguarda il problema di come poter aggiungere contributi rilasciati in PDA nelle normali pagine senza pregiudicare e condizionare l'intervento degli altri contributori che rilasciano i loro contenuti sotto altre licenze, bisogna far sì che tali contributi in PDA siano "marcabili e distinguibili dal resto del contesto e quindi del contenuto nella pagina" e a tal proposito propongo di utilizzare il Teletype Text (simbolo "tt" nelle modifiche) per redarli e contraddistinguerli, informando di ciò in un altro template PDA apposito e aggiungendo possibilmente e per chiarezza l'informativa a piè di pagina nel modello "default" della pagina dell'enciclopedia.
Per intenderci verrebbe una cosa del genere come visualizzazione e credo che sia il modo più pratico per permettere, a chiunque lo voglia, di rilasciare il proprio contributo "qualunque esso sia" sotto PDA. Se poi ci fosse un modo facile e veloce per colorare diversamente (ad esempio di blu o di verde) il testo rilasciato in PDA aggiungendo il simbolo del colore sul menu di modifica delle pagine, sarebbe ancora meglio...
Concludo aggiungendo che non è logico e neanche giusto (perché noioso) dover elencare nella propria pagina di utente i contributi rilasciati in PDA: tali contributi devono essere visivamente identificabili nelle pagine in cui si trovano proprio a garanzia delle altre licenze.--Altipiani azionanti 18:30, 11 dic 2009 (UTC)
Negli articoli a carattere genrale (biografia, storia, ecc.), che potremmo anche definire articoli collettivi o di proprietà del collettivo anarchopediano, esiste un problema non da poco. Tu potresti sottolineare i tuoi contributi, però nessuno può impedire ad un utente di intervenire nel tuo contributo ed apportare una correzione o modifica. Faccio un esempio: ho scritto la voce Articoli clonati, poi è intervenuto K2 e ha apportato alcune correzionie modifiche, come si può notare dal confronto tra le cronologie: [2]. Se si facesse come dici tu, k2, se volesse, dovrebbe segnalare la sua licenza anche su delle singole parole da lui riportate. Poi, qualcun altro potrebbe correggere anche qualche frase riportata da k2, allora all'interno della licenza di k2, qualcun altro potrebeb dire che sul suo contributo vige un'altra licenza...Non so se sono riuscito a farmi capire..secondo me negli articoli collettivi quello che dici tu non è attuabile, a meno che non ci si voglia incasinare la vita...Per gli articoli individuali non c'è problema, ognuno mette la licenza che gli pare e piace, ma negli altri va trovata una soluzione comune (secondo me, per esempio, l'idea della lista che ho proposto è perfettamente attuabile, anche perchè i contributi di ognuno sono identificabili tramite la cronologia) --Nessuno 09:50, 12 dic 2009 (UTC)
La tua osservazione è giusta.
Allora per le pagine dei contributi collettivi si potrebbe fare così:
1) si crea la nuova categoria "contributori sotto PDA"
2) si crea un apposito template PDA in cui si dichiara "l'appartenenza alla categoria di utenti rinunciatari dei diritti d'autore" consentendo ogni tale contributore, di inserirlo nella propria pagina personale.
3) Nelle pagine dove questi utenti hanno "corposamente" collaborato, si aggiunge in cima un altro template PDA apposito dove si annuncia che a tale pagina hanno contribuito utenti aderenti alla PDA e si rimanda alla cronologia della pagina per evidenziarne i contributi.
Mi sembra un'equa soluzione. Provvederò io stesso a fare i 2 template e la nuova categoria: chi non è d'accordo con tale proposta o intende migliorarla è pregato di intervenire indicandone i motivi e proponendo la propria alternativa.--Altipiani azionanti 11:06, 12 dic 2009 (UTC)
Mi sembra che sia una soluzione migliore, però spero che intervengano anche altri...--Nessuno 10:29, 12 dic 2009 (UTC)
Io dico soltanto una cosa molto semplice: le discussioni devono farsi quando uno vorrebbe fare qualcosa che gli altri non fanno (tipo mettersi a colorare le pagine o sostituire i template messi da altri). Se uno vuole creare delle categorie, chi può impedirglielo? Se uno vuole crearsi un template ed utilizzarlo per le sue voci, chi può impedirglielo? Viva il pluralismo, viva la diversità, viva le opinioni. E' da quando abbiamo fondato l'anarcopedia italiana che voglio fare il template "anarcopyright" (cercatelo negli archivi per scoprire cos'è): mi pare che nessuno mi abbia mai impedito di farlo. Mi sembra che tutto quello che in quest'ultima discussione vuole farsi non necessiti di autorizzazioni da parte di alcuno. L'importante è che non ci siano campagne diffamatorie contro anarcopedia: perché, fino a prova contraria, qui tutti possono gestire liberamente i propri contributi. Quindi, spero che il PDA sia il modo per esprimere una libera opinione e per dimostrare che anarcopedia è libera; non un modo per attaccare la politica open content di anarcopedia dal suo interno (per politica open content intendo una politica anticommerciale; col PD o PDA... la politica anticommerciale non si fa, sia chiaro a tutti). Se poi vengono fuori oggettivi problemi di natura tecnica, li valuteremo. Per il momento non ne vedo.--K2 12:59, 12 dic 2009 (UTC)

La precedente affermazione:(per politica open content intendo una politica anticommerciale; col PD o PDA... la politica anticommerciale non si fa, sia chiaro a tutti) è palesemente falsa. L'open content è commerciale, perché basato su licenze che "trasferiscono legalmente" il diritto ad altri a poter commercializzare l'opera (utilizzo dell'opera a fini di lucro sia di quella originale menzionando l'autore, sia di quella derivata aggiungendo il proprio nome all'autore originario), anche se attualmente prevale la tendenza alla diffusione gratuita grazie all'uso dei mezzi informatici. Con la donazione al Pubblico Dominio e la rinuncia ai diritti d'autore, ci si oppone in tutti i sensi alla commercializzazione intesa sia come riconoscimento al lavoro dell'autore, che come utile derivante dalla vendita del prodotto (non stiamo parlando dei costi vivi di produzione comunque da sostenere). La nostra società tenderà ovviamente ad annullare i benefici di tale atto gratuito, trasformando la donazione al PD in una facile opportunità commerciale per chiunque: ma questa è un'altra storia.--Altipiani azionanti 14:43, 12 dic 2009 (UTC)

Altipiani, ma informarsi per bene prima di parlare proprio no eh? Proprio non ce la fai.
Tu non hai ancora capito (o meglio non vuoi capire, visto che sul punto sempre taci) che:

1. Se tu rilasci un'opera nel PD o PDA io commerciante posso prenderla e commercializzarla: ti entra in testa oppure no?? Quindi il PD non è obiettivamente una politica contro la commercializzazione. Anzi: la favorisce. Tu dici: La nostra società tenderà ovviamente ad annullare i benefici di tale atto gratuito, trasformando la donazione al PD in una facile opportunità commerciale per chiunque: ma questa è un'altra storia. Ma quale altra storia?? Quella è LA storia. Viviamo qui, adesso. E anarcopedia vive qui, adesso, in questa società. Anarcopedia non è una comunità isolata, non è La Cecilia.

2. Se tu rilasci un'opera con, ad esempio, licenza CC-NC-SA (cioè copyleft e non commerciale), nessuno può commercializzarla: ti entra in testa oppure no?? E anche se usi una licenza CC-SA (cioè non "anticommerciale"), il commerciante non può privatizzare l'opera derivata, ma deve rilasciarla con la stessa licenza: quindi non potrà comunque avere un profitto esclusivo! Il problema, infatti, non è che sia possibile fare soldi con un'opera dell'ingegno, ma che sia possibile per qualcuno arricchirsi in modo esclusivo. Il PD o PDA consente di arricchirsi in modo esclusivo, il copyleft no. E questa è la pura e semplice verità. Per questi motivi, è preferibile una licenza ultrapermissiva e copyleft: perché ti fa fare tutto ciò che ti fa fare il PD o PDA, ma al tempo stesso impedisce sia al licenziante sia ai licenziatari di ARRICCHIRSI IN MODO ESCLUSIVO. E' chiaro ora? No, sono sicuro di no. Sono certo che continuerai ad ignorare. Comunque io te l'ho detto e chi ha occhi per leggere legga. Io rispetto le opinioni, ma non le falsità spacciate per cose vere! Vedi un po' tu quando vuoi andare avanti con la tua azione di disinformazione.--K2 14:52, 12 dic 2009 (UTC)

Quelli a cui tu fai riferimento al punto 1 sono "gli effetti" e non le "intenzioni" del PD o PDA che io stesso ho sempre ammesso (è chiaro che parliamo di effetti "probabili" ma non sicuri).
Al punto 2 invece, ti stai riferendo solo ad un tipo di licenza copyleft, la CC-NC-SA che poi sarebbe una delle poche se non l'unica a vietare espressamente l'uso commerciale, pur conservando la proprietà intellettuale del copyright. Per tutte le altre licenze copyleft, compresa Copyzero (vedasi http://ita.anarchopedia.org/index.php?title=licenza_Copyzero_1.0_-_testo_integrale punto n. 5 comma b) si trasferisce il diritto a commercializzare l'opera a "chiunque" e ovviamente non ad una persona sola. Quindi la commercializzazione, anche se non a uso esclusivo, esiste nell'open content, per cui non sono uno che dice falsità o che fa disinformazione e ti prego pertanto di non urlare e di moderare i toni! Del resto chi legge capisce chiaramente come stanno le cose. La tua preferenza al copyleft non ti autorizza a denigrare chi la pensa diversamente da te sulla "proprietà intellettuale" e i diritti di commercializzazione di un'opera. Forse ti deve entrare in testa a te che mentre dici di essere per il pluralismo, poi difatto agisci con intolleranza e prepotenza. Cerca di finirla con quell'aria da professorino e quando spieghi le cose vedi di mettere tutti in grado di capire quello che dici, piuttosto--Altipiani azionanti 15:30, 12 dic 2009 (UTC)
Come fai a ignorare gli effetti delle tue azioni?? Per me è inconcepibile, ma se per te è concepibile, io non ho nulla da dire. Basta che sia chiaro che gli effetti del PDA sono quelli e non altri. E che gli effetti del copyleft sono quelli e non altri. Sul punto 2 poi ovviamente tu ignori (e offendi pure, ma faccio finta di non sentire, come ho fatto spesso). Ti copio e incollo quello che ti ho scritto sopra, chissà se servirà a qualcosa:

2. Anche se usi una licenza CC-SA (cioè non "anticommerciale"), il commerciante non può privatizzare l'opera derivata, ma deve rilasciarla con la stessa licenza: quindi non potrà comunque avere un profitto esclusivo! Il problema, infatti, non è che sia possibile fare soldi con un'opera dell'ingegno, ma che sia possibile per qualcuno arricchirsi in modo esclusivo. Il PD o PDA consente di arricchirsi in modo esclusivo, il copyleft no. E questa è la pura e semplice verità. Per questi motivi, è preferibile una licenza ultrapermissiva e copyleft: perché ti fa fare tutto ciò che ti fa fare il PD o PDA, ma al tempo stesso impedisce sia al licenziante sia ai licenziatari di ARRICCHIRSI IN MODO ESCLUSIVO.--K2 15:38, 12 dic 2009 (UTC)

Fine delle trasmissioni.--Altipiani azionanti 15:40, 12 dic 2009 (UTC)

E come volevasi dimostrare, come vai al nocciolo della questione o ti insulta o ti ignora o chiude la discussione. Credo che mi faranno santo (contro la mia volontà). Comunque, premesso che ognuno ha le sue santissime libertà, mi sento di rinnovare (date anche le rispostine poco pacifiche di Altipiani) la mia speranza: cioè quella di non vedere qui o altrove campagne denigratorie contro la politica open content delle anarcopedie (TUTTE) basate su cose false. Tutto il resto, ben venga.--K2 15:45, 12 dic 2009 (UTC)

[modifica] Partiamo da alcuni punti fermi

Premesso che quando la discussione si fa troppo tecnica io non riesco a seguirvi...IO dico: partiamo da alcune considerazioni: 1)Non ci interessa sapere quale licenza sia meglioe quale sia peggio, si tratta di pareri personali. Tutti i pareri sono legittimi (oopure uno ha più ragione di un altro, ma in questo momento non ci interessa scoprirlo). 2)Gli articoli individuali (quelli dove ognuno posta le proprie idee) possono essere "sottomessi" a qualsiasi licenza uno voglia...2)Gli articoli a carattere collettivo (storia, biografie, ecc.) sono quelli su cui dobbiamo concentrarci, cioè dobbiamo trovare un modo per far sì che i singoli utenti possano "sottomettere" il proprio contributo alla licenza che più gli aggrada. Ovviamente non si può però riempire l'articolo di template o di parti colorate che distinguono il contributo di uno da quello dell'altro. Secondo me Altipiani potrebbe scrivere tranquillamente nella sua home page che tutti i suoi contributi sono in PDA..se uno vuol sapere quali sono va in cronologia degli articoli....volendo, chiunque nella sua home page può riportare per filo e per segno i suoi contributi e dire che sono sotto licenza a, b, c, ecc. Possiamo partire da questi punti e via via provare ad approfondire la questione, senza tuttavia voler imporre immediatamente questo o quall'altro template? --Nessuno 21:17, 12 dic 2009 (UTC)

Abbiamo già convenuto precedentemente la soluzione migliore e per ora siamo tutti d'accordo malgrado le divergenze di carattere "politico-strategico" sull'opportunità o meno del da farsi. Non abbiamo dato un bello spettacolo ma per lo meno la libertà di azione è salva:
1) si crea la nuova categoria "contributori sotto PDA"
2) si crea un apposito template PDA in cui si dichiara "l'appartenenza alla categoria di utenti rinunciatari dei diritti d'autore" consentendo ogni tale contributore, di inserirlo nella propria pagina personale.
3) Nelle pagine dove questi utenti hanno "corposamente" collaborato, si aggiunge in cima un altro template PDA apposito dove si annuncia che a tale pagina hanno contribuito utenti aderenti alla PDA e si rimanda alla cronologia della pagina per evidenziarne i contributi.
Ti prego però Nessuno di non considerare questa cosa come una mia questione personale chiedendomi di risolverla nella mia pagina di utente aggiungendovi l'elenco di tutti i miei contributi che oltre a non essere disposto a fare, non potrei nemmeno farlo perché ho già impegnato la mia pagina con INGRESSO LIBERTARIO. Lì vi metterò volentieri solo il template di appartenenza alla categoria sotto PDA come descritto sopra. La questione che ho sollevato del template del PDA è una questione collettiva che riguarda l'impostazione tecnica della enciclopedia e potendo interessare chiunque, ha bisogno di una soluzione tecnica valida e appropriata. L'abbiamo trovata insieme e quindi è tutto risolto, a meno che qualcun altro, nel frattempo, non abbia altre considerazioni e proposte da fare.--Altipiani azionanti 22:10, 12 dic 2009 (UTC)


Ecco, bravo Altipiani, lasciamo perdere le opinioni personali e passiamo alla burocrazia. Si può certamente inserire il template in cui si dice che all'articolo sotto licenza hanno contribuito sostenitori del PDA. Voglio farlo pure io con l'"anarcopyright". L'importante è non inserire un template che faccia pensare che l'articolo è rilasciato anche sotto PDA, perché questo è possibile solo se l'articolo originario è nel PD o nel PDA (che, quanto agli effetti, è la stessa cosa del PD). Spiego perché a scanso di equivoci. Se A rilascia una voce, ad esempio, con licenza GNU FDL e B edita la voce di A, B crea un'opera derivata da quella di A. La licenza con cui A ha rilasciato la voce da lui creata prevede che le modifiche alla voce stessa debbano ricadere sotto la stessa licenza (questo al fine di non consentire a terzi di diventare proprietari esclusivi dell'opera derivata, possibilità che il pubblico dominio purtroppo offre). Quindi, B può sì modificare la voce creata da A ma alla condizione di rilasciare anche le modifiche sotto la stessa licenza. In altre parole: B non può mettere la voce anche sotto PDA. Questo significa che quando Altipiani inserisce il template di cui sopra (che, onde evitare equivoci, dovrebbe differenziarsi per forma da quello con cui si rilasciano le voci nel PDA), sta rilasciando la voce derivata sotto GNU FDL e il suo singolo contributo sotto PDA. E' una roba strana da vedere ma è esattamente così. Se poi B vuole rilasciare delle parole o un paragrafo che lui ha scritto sotto una specifica licenza o nel pubblico dominio, può scrivere nel campo oggetto qualcosa come "IL CONTENUTO DI QUESTA MODIFICA ED ESSO SOLTANTO E' NEL PUBBLICO DOMINO o E' SOTTO QUESTA LICENZA". Il contenuto della modifica sarà visibile in rosso e cercando nel motore della wiki "IL CONTENUTO DI QUESTA MODIFICA... " sarà visualizzabile l'elenco di tutti gli interventi così rilasciati. Se poi volete farla più complicata, fatela pure più complicata: sbizzarritevi come meglio credete. A me proprio non interessa. L'importante, ripeto, è rispettare le volontà degli autori: da Altipiani a Lupo Rosso a chi si registrerà domani. E se non avete capito quello che ho scritto, domandate. :-)--K2 22:58, 12 dic 2009 (UTC)
Altipiani, so bene che non è solo una questione tua personale. Ti ho citato nell'esempio visto che tu stai portando avanti questa "battaglia"--Nessuno 09:51, 13 dic 2009 (UTC)

Quando si rilascia un nuovo contributo (tipo nuovo capitolo per intenderci) in un articolo GNU FDL sotto "l'antilicenza PDA anti-copyright" (e ci tengo a sottolineare il carattere di antilicenza) per me non vuol dire che si è creato un'opera derivata allorquando si aggiungano nuovi contenuti, magari di nuovi argomenti, (anche se legati da un contesto generale che è quello del titolo della pagina e senza aver modificato quelli già esistenti): anarchopedia infatti è quell'opera collettiva che si distingue da wikipedia soprattutto per il rispetto che si mostra per i singoli contributi che in genere non vengono modificati ma per lo più solo aggiunti. Quindi, in sostanza, così facendo (cioé aggiungendo un nuovo contributo in PDA in una pagina GNU) non si sta trasgredendo il principio della "clausola di persistenza" dell'opera derivata. Poi, dal momento che tale contributo PDA viene aggiunto in un contesto di licenza GNU, non essendo il primo tutelato sotto l'aspetto dei diritti d'autore e non imponendo alcun "obbligo legale", viene automaticamente "assorbito" dalla seconda (in pratica anarchopedia si appropria per prima e contestualmente del contributo rilasciato in PDA). A mio modesto avviso, in questo modo, si estingue quella incompatibilità di base che tuttavia esiste tra una licenza GNU FDL o qualunque altra licenza e ""l'antilicenza PDA anti-copyright".
Poi devo aggiungere che non ho ben capito cosa sia in realtà "l'anarcopyright", se si tratta o meno di un'anticopyright ed eventualmente in che termini: ce lo spiegherà, spero, il suo creatore. Però voglio dire che non è affatto corretto scrivere nel template "Hanno cospicuamente contribuito alla stesura di questa voce i sostenitori dell'Anarcopyright" senza poi chiarire in un'altra pagina apposita "chi sono questi sostenitori", in modo che ognuno possa avere la libertà di andarne a evidenziare i contributi nella cronologia della pagina: detto così, genericamente, "i sostenitori", appare solo come una forma di strumentalizzazione...--Altipiani azionanti 19:23, 13 dic 2009 (UTC)


Altipiani, vedila come ti pare e fai tutte le considerazioni che ti pare, ma le cose stanno esattamente come le ho spiegate. Quindi non puoi aggiungere quel detrminato template nei determinati casi cui ho fatto riferimento. Ok? Grazie. Su tutto il resto ho il buon gusto di sorvolare. --K2 19:28, 13 dic 2009 (UTC)
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