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Comité Ejecutivo Popular de Valencia

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Situazione della Spagna al 25 luglio 1936 (in giallo le zone controllate dai nazionalisti, in rosa quelle sotto controllo repubblicano. Per approfondimenti della leggenda, clicca qui)
Il Comité Ejecutivo Popular de Valencia (Comitato Esecutivo Popolare) fu una entità  rivoluzionaria creata il 22 luglio 1936 per far fronte al golpe nazionalista del luglio 1936 che darà  inizio alla guerra civile. Il comitato era formato dalle forze del Fronte Popolare e dai sindacati CNT e UGT e coinvolgeva principalmente la maggior parte della provincia di Valencia e parte di quelle di Castellón e Alicante.

Composizione[modifica]

Le differenti delegazioni che costituivano il Comité Ejecutivo Popular furono esercitate fino al 17 settembre 1936 dal seguente organigramma:[1]

  • Ordine pubblico, comandante Gonzalo Navacerrada, del PSOE.
  • Propaganda, Stampa e Comunicazioni, Juan López, della CNT.
  • Trasporti, José Prost, della CNT.
  • Rifornimenti, Pérez Carretero, della UGT.
  • Lavoro e Disoccupati Operai, Vicente Romero, della UGT.
  • Economia, Juan Tejón, del PSOE.
  • Guerra, comandante José Benedito, di Esquerra Valenciana.
  • Milizie, José Antonio Uribes, del Partido Comunista de España.
  • Agricoltura, Antonio Sánchez, di Unión Republicana.
  • Sanità , dottor Bosch Morata, del Partit Valencianista d'Esquerra.
  • Giustizia, Sánchez Requena, del Partido Sindicalista.
  • Controllo della circolazione, Francisco Ravenat, del P.O.U.M.
  • Relazioni, Miguel San Andrés, di Izquierda Republicana.

Storia[modifica]

Contesto[modifica]

Bandiera della CNT-AIT.

A Valencia, a capo della III División Orgánica, ovvero la persona designata dal generale Mola[2] per iniziare la sollevazione nazionalista del luglio 1936, era il generale Manuel González Carrasco. Questi era giunto in città  da Madrid il giorno prima della data stabilita per l'inizio della rivolta, ovvero domenica 19 luglio alle 11 del mattino, però al momento di agire, González Carrasco, che nella notte tra il 18 e 19 luglio aveva cambiato domicilio per sfuggire ad un possibile arresto, ebbe un ripensamento probabilmente influenzato dalla decisione di Luis Lucia, leader della Derecha Regional Valenciana legata alla CEDA[3], che aveva dichiarato la propria fedeltà  al governo in carica e s'era rifiutato di formare il contingente di combattenti che aveva promesso ai militari.[4]

Ebbe una certa influenza anche il fatto che in città , nelle prime ore del mattino, aveva preso avvio un importante mobilitazione dei sindacati (CNT e UGT) in favore dell'inizio dello sciopero generale a partire dal 19 luglio. Inoltre, s'era venuto a sapere che la Guardia de Asalto[5] e la maggior parte dei generali e dei colonnelli che comandavano i reggimenti avevano dichiarato fedeltà  al governo. In linea di massima si assistette ad una divisione degli ambienti militari valenciani rispetto al dare o meno l'appoggio al golpe, il che permise agli antifascisti della CNT e dell'UGT di approfittarne immediatamente. Il 20 luglio furono create le milizie valenciane che presero immediatamente il controllo dei punti nevralgici della città  e di diversi quartieri. I Comitati di sciopero, sotto la direzione di Francisco Gómez (CNT) e Guillén (UGT), si unificarono nel Comité Unificado Revolucionario, preparandosi così alla rivoluzione.

Insediamento[modifica]

Mercoledì 22 luglio, a partire dal Comité Unificado Revolucionario prese forma il Comité Ejecutivo Popular (CEP, Comitato Esecutivo Popolare), formato dai partiti del Fronte Popolare e dai sindacati della CNT e dell'UGT. Quest'organismo assunse funzioni di organo di potere ma senza destituire le autorità  repubblicane. Nel frattempo il generale Gonzalez Carrasco e il comandante Barba Hernández fuggirono da Valencia.

Il presidente del Consiglio spagnolo, José Giral[6], preoccupato che il Comitato potesse emanciparsi dall'autorità  del governo, inviò a Valencia Diego Martínez Barrio (il politico repubblicano che assunse la carica di presidente del consiglio nella notte tra il 18 e il 19 luglio), ponendolo a capo di una Junta Delegada del Gobierno per il Levante, con l'obiettivo di incontrare Carlos Esplá per ripristinare l'ordine repubblicano e convincere il generale Martínez Monje a rimanere fedele alla repubblica.

Quando giovedì 23 luglio, per mezzo di Esplá, la Junta Delegada annunciò lo scioglimento del Comitato Esecutivo Popolare, i membri dello stesso non accettarono la decisione e insorsero in diversi quartieri della città  che furono conquistati tra la fine di luglio e i primi di agosto. Il 5 agosto, la Junta, prendendo atto del suo fallimento, riconobbe ufficialmente il Comitato, che divenne l'organo governativo di tutta la città . Nello stesso momento, dalla città  si misero in partenza alcune milizie in direzione di Maiorca.

Il CEP si insediò nei locali della Palacio de la Generalidad Valenciana e fu inizialmente presieduto dal colonnello Ernesto Arín. Il Comitato era composto da dodici delegati : due della CNT, due dell'UGT, uno ciascuno del PSOE, PCE, POUM, Partido Sindicalista, Izquierda Republicana, Unión Republicana, Esquerra Valenciana e Partit Valencianista d'Esquerra.

Come risulta dalla composizione del CEP, anche a Valencia, così come a Barcellona ed in altri luoghi, gli anarchici (cenetisti e Partido Sindicalista) e i loro più stretti alleati dell'UGT (prima che venissero "assorbiti" dal PCE) e del POUM giocarono un ruolo decisivo sia nell'insurrezione antifranchista delle ore immediatamente successive al golpe militare e sia nella formazione di entità  in grado di portare avanti contemporaneamente la guerra e la rivoluzione.

Sviluppo del programma e ruolo degli anarchici[modifica]

Durante i primi mesi di attività , il Comitato espropriò circa il 13% della superficie agricola, dando vita a 353 aziende collettivizzate, di cui 264 gestite dalla CNT, 69 dall'UGT e 20 con gestione mista CNT-UGT. Il 16 settembre, a Valencia, prese forma la Guardia Popolare Antifascista, conosciuta popolarmente come la guapa, che ebbe l'incarico di mantenere l'ordine rivoluzionario. Organismi simili si ebbero anche in Catalogna con le Patrullas de Control.

Patrullas de Control (CNT) della Catalogna. A Valencia tale compito fu assunto dalla Guardia Popolare Antifascista

La Guardia Popolare Antifascista andava a sostituire nelle sue funzioni la Guardia de Asalto, ed era composta da membri di comprovata fede antifascista e da sindacalisti suddivisi in varie sezioni composte ognuno da 14 uomini. Ogni 4 sezioni vi era un comandante, ma la gestione collettiva della guapa era affidata al Segretario dell'Ordine Pubblico del CEP, il comandante socialista Navacerrada.

Uno dei principali sviluppi delle attività  del Comitato fu la costituzione del Consejo Levantino Unificado de Exportación de Agrios (CLUEA), creato il 7 ottobre 1936. Alla fine dell'ottobre 1936, la presidenza del Comitato passò in mano a Ricardo Zabalza Elorga, il quale fu anche nominato Governatore Civile di Valencia da Largo Caballero. Dopo i cosiddetti fatti di ottobre, durante i quali si registrarono scontri nelle strade della città  tra socialisti e anarchici (così come accadranno a Barcellona nel maggio del 1937), il Comité emise un comunicato ufficiale il 1° novembre ordinando la cessazione delle ostilità .

Nonostante le origini autonome, il 2 novembre 1936 furono adottate una serie di risoluzioni che cambiarono in senso involutivo il suo programma, subordinandolo agli interessi del governo centrale e suggerendo per il futuro una semplice e legale via autonomistica. Tra le tante risoluzioni,si incontra la formazione di un Consejo de Economía all'interno del CEP. Il punto 14 della risoluzione del 2 novembre dice:

«Le organizzazioni politiche e sindacali facenti parte del Comitato Esecutivo Popolare, dichiararono, che così come altre regioni della Spagna, fiducia deve concedersi al diritto all'autodeterminazione della regione valenciana, fondando gli organi propri per governare liberamente, ugualmente e concertemente alle altre regioni di Spagna.
Sì, la Repubblica sarà  federativa o non sarà . Tutto centralismo è un concetto fascista e per tanto dobbiamo opporci al prodotto di tale mentalità , nostro sentimento di libertà , che non è disgregatrice, ma produce una vera unione, fondata sulla fraternità  e rispetto reciproco.» [7]

Nello stesso mese di novembre 1936, una milizia anarchica, la Colonna di Ferro, condotta tra gli altri da José Pellicer Gandía, manifestò pubblicamente a Valencia il proprio disappunto contro l'involuzione della rivoluzione sociale. Ne nacquero violenti scontri tra comunisti ed anarchici che causarono una trentina di morti.

Dissoluzione[modifica]

Nel frattempo, il 6 novembre dello stesso anno, il governo della Repubblica di Largo Caballero si trasferì a Valencia, contribuendo ad accentuare le tensioni tra anarchici e autorità  repubblicane e limitando ancor più l'indipendenza e le spinte rivoluzionarie del Comitato.

Nel contesto favorevole all'autonomia, la CNT presentò nel dicembre 1936 un documento intitolato Bases para el Estatuto de Autonomía del País Valenciano («Basi per lo Statuto di Autonomia del Paese Valenciano»)[8], mentre Esquerra Valenciana e Unión Republicana Nacional, rispettivamente due e tre mesi dopo, presentarono un Anteproyecto de Estatuto de Autonomía de la Región Valenciana («Antiprogetto di Statuto di Autonomia della Regione Valenciana»)[9] e un Proyecto de Estatuto de Autonomía para el País Valenciano («Progetto di Statuto di Autonomia per il Paese Valenciano»).[10]

Nel dicembre del 1936, le milizie Valenciane guidata dal CEP cercarono di conquistare Teruel senza successo. Il Comitato fu dissolto definitivamente l'8 gennaio 1937, sostituito dal Consiglio Provinciale di Valencia. Così come accadrà  a Barcellona nel maggio 1937, anche a Valencia, la rivoluzione sociale fu seppellita e l'ordine costituito repubblicano restaurato definitivamente.

Note[modifica]

  1. El organismo valenciano de defensa. La Vanguardia. 17 settembre de 1936. p. 5.
  2. Emilio Mola Vidal fu un generale spagnolo e uno dei capi della rivolta che avrebbe dato l'avvio alla guerra civile spagnola e che avrebbe condotto alla dittatura di Francisco Franco.
  3. La Confederazione Spagnola delle Destre Autonome (in spagnolo Confederación Española de Derechas Autónomas, CEDA) fu un partito politico di destra spagnolo. I suoi volontari dal 19 luglio 1936 combatterono nella guerra civile spagnola, a fianco delle truppe del generale Francisco Franco, con requetés, carlisti e falangisti.
  4. Furió, Antoni (1995) (in catalano). Història del País Valencià . Valencia: Edicions Alfons el Magnà nim. pp. 597-598.
  5. La Guardia de Asalto, denominata ufficialmente Cuerpo de Asalto, fu un corpo di polizia spagnolo creato durante la Seconda Repubblica con l'obiettivo di disporre di una forza di polizia atta a mantenere l'ordine pubblico e che fu fedelmente legata al regime repubblicano.
  6. José Giral Pereira (1879–1962) è stato un politico spagnolo. Fondò insieme a Manuel Azaña il partito filo-marxista spagnolo Acciòn Republicana. È stato Presidente del Consiglio dal 19 luglio al 4 settembre 1936.
  7. Periodico La Vanguardia, edizione di domenica, 15 novembre 1936
  8. Bases para el Estatuto de Autonomía del País Valenciano (1936)
  9. Anteproyecto de Estatuto de Autonomía de la Región Valenciana (1937)
  10. Proyecto de Estatuto de Autonomía para el País Valenciano (1937)

Voci correlate[modifica]