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Colonna de Hierro

Da Anarcopedia.

La Columna de Hierro, cioè Colonna di Ferro, fu, dal punto di vista militare, una delle più forti colonne anarchiche della rivoluzione di Spagna.

Indice

[modifica] Le Colonne e la militanza italiana

Insegne e comandante della "Centuria Errico Malatesta", Francesco Fausto Nitti detto il comandante rosso
Miliziani antifascisti della "Centuria Errico Malatesta"

La rivoluzione spagnola si caratterizzò per le sue peculiarità autogestionarie, che non perseo forza nememno durante le fasi militari dello scontro con i franchisti. Alla base di tutto vi erano le milizie (10 giorni dopo l'insurrezione franchista vi erano circa 18.000 miliziani anarchici, oltre ad un retroterra di altri 150.000 pronti alla lotta), le quali procedettero anche all'occupazione, all’espropriazione di grossi appezzamenti di terreno da ridistribuire ai contadini ed all'occupazione delle fabbriche.

L'unità più piccola delle milizie era il "gruppo", formato da 10 miliziani, che aveva per rappresentante un delegato democraticamente eletto; dieci gruppi formavano una "Centuria", un numero di centurie non prefissato, ma dipendente dalle esigenze belliche delle diverse zone, costituiva una "Colonna" (l'appartenenza all'una od all'altra formazione era indicata dal colore dei fazzoletti). La Colonna era comandata da un comitato di guerra eletto dai miliziani e rimovibile; in genere ogni colonna aveva aggregati ex ufficiali dell'esercito ed esperti d'artiglieria e nell'uso degli esplosivi.

A tutte queste unità aderirono molti italiani antifascisti, anarchici e non anarchici: ve n'erano nella Columna Roja y Negra, nella colonna del Barrio, nel Battaglione Matteotti (battaglione formatosi nel gennaio 1937 all’interno della leggendaria Colonna Buenaventura Durruti ), nella Colonna Ascaso, nella Divisione Carlo Marx formata da comunisti antistalinisti, nella Colonna Tierra y Libertad, nella Divisione Hortiz, nella Colonna Lenin, nella Centuria Errico Malatesta, conosciuta anche come Battaglione della Morte (la divisa dei miliziani di questa centuria, che in seguito confluì nelle Brigate Internazionali, ricorda il simbolismo degli Arditi e degli Arditi del Popolo), sotto il comando di Francesco Fausto Nitti, e appunto nella Columna de Hierro, fra i quali è doveroso citare Errico Nebbiascura[1] [2]. In totale gli gli italiani attivi militarmente nelle Colonne erano circa 500, fra anarchici e comunisti antistalinisti [3].

[modifica] La Colonna de Hierro

La Colonna de Hierro fu la più radicale Colonna anarchica attiva durante la rivoluzione e probabilmente la più efficace dal punto di vista militare. Essa nacque e si strutturò nell' agosto del 1936, durante una riunione di anarchici avvenuta presso il monastero di Calle Orihuela a Valencia, che diventerà la loro "caserma". Forte di 3000 miliziani ebbe il battesimo di fuoco nei pressi di Sarion, Maestrazgo, dove il 13 agosto 1936 mise in rotta gli avversari fascisti; a breve periodo La Columna de Hierro riconquistò "La Puebla" dove fu stabilito il comando, denominato Comitato di Guerra.

A Teruel La Columna de Hierro prese parte da protagonista alla battaglia che riconquistò gran parte della città, combattendo fianco a fianco delle altre colonne anarchiche giunte da Sagunto e Castellon della Plana. Dopo i combattimenti La Columna de Hierro si attestò a 15 km da Sagunto. C'è da aggiungere che le decisioni, come per ogni colonna anarchica, non venivano prese secondo i comuni canoni gerarchici militari, anche se poi in combattimento veniva seguito il metodo militare "ordinario". Ciò sarà sottolineato anche nelle memorie Francesco Fausto Nitti, curate dallo storico Pietro Ramella [4].

La forza de La Colonna di Ferro fu notevole anche dal punto di vista organizzativo e propagandistico, grazie anche alla pubblicazione del quotidiano "Linea de Fuego", redatto e distribuito dai miliziani aderenti al "Sindacato delle Arti Grafiche" di Valencia, che non solo non fecero mai mancare scritti di informazione militare, politica e sociale, ma anche quelli a carattere filosofico e letterario. La fama di questa rivista fu tale che arrivò a pubblicare gli annunci di "libera unione" dei miliziani, le cui cerimonie generalmente erano officiate dal segretario del "Comitato della Colonna" [5].

Parte del documento costitutivo de La Columna de Hierro:

"La costituzione del Comitato di Guerra è accettata da tutte le milizie confederali. Noi partiamo dall'individuo e formiamo dei gruppi di dieci, che si autogestiscono le piccole operazioni. Dieci gruppi formano una Centuria, che nomina un delegato per rappresentarla. Trenta Centurie formano una Colonna, che è diretta dal Comitato di Guerra, di cui fanno parte i delegati di Centuria" (Intervento del delegato della colonna al Pleno Regionale di Valencia, approvato dalla colonna e riprodotto dal suo organo Linea de Fuego, il 17 novembre 1936) [6][7].

[modifica] Bibliografia

  • José Peirats, Breve storia del sindacalismo libertario spagnolo, Edizioni RL, 1962
  • Abel Paz, José Luis Gutiérrez Molina, Chuck Morse Durruti in the Spanish revolutionPubblicato da AK Press , 2007 ISBN 190485950X, 9781904859505
  • Emma Goldman, David PorterVision on Fire: Emma Goldman on the Spanish Revolution‎Pubblicato da AK Press , 2007 , ISBN 1904859577, 9781904859574
  • Abel Paz, Cronica de la columna de hierroPubblicato da Virus , 2002 ISBN 8488455941, 9788488455949
  • Katia Massara, Il popolo al confino Archivio centrale dello Stato , 1991 ,ISBN 8871250281, 9788871250281
  • José Peirats, Diccionario del anarquismoPubblicato da DOPESA , 1977 , ISBN 847235301X, 9788472353015
  • Claudio Silingardi Rivoluzio Gilioli: un anarchico nella lotta antifascista (1903-1937)‎Pubblicato da Istituto storico della Resistenza , 1984

[modifica] Voci correlate

Buenaventura Durruti

[modifica] Collegamenti esterni

[modifica] Note

  1. Oltre “Terra e Libertà”
  2. Errico Nebbiascura, da recensione libro su railibro
  3. Volontari antifascisti toscani nella guerra civile spagnola
  4. Nestor Romero, Agorà, n° 3, autunno 1980, ed. Pensée et Action, Toulouse, pag. 37.
  5. N. Romero, op. cit. , pag. 37
  6. (André e Dori Prudhommeaux, La Catalogne libre, Ed. Le Combat Syndicaliste, Parigi, 1970).
  7. La Columna de Hierro