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Anna Maria Pietroni

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Anna Maria Pietroni (Roma, 13 gennaio 192528 aprile 1974) è stata un'anarchica italiana.

Biografia[modifica]

Nata in una famiglia di militanti anarchici, suo padre, ferroviere ad Ancona, frequenta gli stessi ambienti anarchici di Malatesta e proprio per questo durante il fascismo perderà  il lavoro. Suo fratello Manlio, anch'egli anarchico, sarà  condannato l'8 gennaio 1940 dal tribunale speciale ad un anno di carcere in quanto attivista anarchico.

Anna Maria compie studi letterari al liceo, si avvicina agli ambienti comunisti e poi, pur giovanissima, prende parte alla resistenza antifascista come staffetta dei partigiani. Dopo un matrimonio durato solo qualche giorno, si risposa con il militante comunista Veraldo Rossi (nato nel 1921), da cui avrà  due figli. Dopo la Liberazione, la Pietroni abbandona il Partito Comunista e si avvicina al movimento anarchico instaurando una lunghissima collaborazione con il settimanale «Umanità  Nova». Dal 1963 al 1965, contribuisce con Aldo e i membri del gruppo della Garbatella di Roma alla pubblicazione del bollettino «La Bussola». In seguito alle polemiche suscitate nel movimento anarchico internazionale sulla questione cubana e le dimissioni di Armando Borghi dopo il congresso del 1965, entra con il marito Aldo nella nuova redazione di «Umanità  Nova».

Dopo la strage di Stato del 12 dicembre 1969 a Milano, partecipa attivamente alla controinchiesta che aiuterà  a far luce sulla vera natura dell'attacco (fascista e istituzionale). Inoltre partecipa alla campagna di sostegno all'anarchico Giovanni Marini, condannato a nove anni di prigione per essersi difeso da un attacco armato di un gruppo fascista ferendo a morte uno dei suoi assalitori.

Anna Maria Pietroni muore con il marito Aldo in un incidente stradale avvenuto la notte tra il 27 e 28 aprile 1974.

Voci correlate[modifica]