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Amparo Poch y Gascón

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Amparo Poch Gascon
Amparo Poch Gascon (Saragozza, Spagna, 15 ottobre 1902- Tolosa, Francia, 15 aprile1968) è stata una militante anarchica spagnola e una sostenitrice della libertà  sessuale.[1]

Biografia[modifica]

Amparo Poch Gascon nasce a Saragozza il 15 ottobre 1902 in una modesta famiglia aragonese. Nonostante le difficoltà  economiche familiari studia medicina e sociologia, ma è soprattutto nel primo di questi campi che vengono esaltate le sue capacità ; diventa la prima della sua classe e ottiene vari riconoscimenti. Tutto ciò risulta ancor più degno di merito se si pensa che la presenza femminile nelle aule scolastiche a metà  degli anni '20 era molto bassa, e nel caso della medicina ciò era ancor più accentuato a causa del pregiudizio morale derivante dalla visione e dalla manipolazione del corpo umano che sostanzialmente occludeva la carriera medica alle donne.

All'interno del settore medico si specializza nella cura dei bambini. La conoscenza della materia e la sua vocazione rivoluzionaria, insubordinata, ribelle, fanno sì che si attivi nel portare assistenza sanitaria alla classe operaia, facendo un gran lavoro di educazione alla prevenzione delle malattie veneree e in favore di una corretta igiene, affinché la sessualità  e la maternità  fossero il frutto di una reale consapevolezza.

In relazione alla salute dei bambini svolge un lavoro importante per ridurre gli elevati tassi di mortalità  infantile del periodo. Le sue teorie, fondate sul senso di uguaglianza umana senza pregiudizi, erano totalmente trasgressive per la Spagna degli anni '30 ed erano incentrate sulla critica alla monogamia, considerata come una forma di schiavitù, all'esaltazione dell'amore libero e della bisessualità . Su questa tematica scrive Amor, La cartilla de consejos a las madres(1931), La vida sexual de la mujer. Pubertad, noviazgo, matrimonio (La vita sessuale delle donne. La pubertà , il corteggiamento, il matrimonio), pubblicato nel 1932, Elogio dell'amor libre (1936) ed altre opere.

Oltre ai corsi tenuti nei licei e nelle università , dove si segnala come un'eccellente oratore, scrive numerosi articoli per diversi giornali libertari: «La Revista blanca», «Tiempos nuevos», «Tierra y libertad», «Generación Consciente», «Estudios» e soprattutto «Mujeres Libres», la rivista del gruppo femminile e femminista fondato da lei stessa, Mercedes Saornil Comaposada e Lucia Sanchez nel 1936.

Durante il crepuscolo della Seconda Repubblica e la guerra civile spagnola del 1936, collabora strettamente con l’anarchica Federica Montseny e il suo Ministero della Salute [2]. Ministero che, inizialmente, era stato a lei offerto, ma poi fu scartata per l’appartenenza alla Federazione Anarchica Iberica. Nominata direttrice dell’Assistenza Sociale a Valencia, prende in carico la cura di bambini profughi provenienti da zone diverse, che accoglie in svariate fattorie trasformate in scuole didattiche. Una volta trasferitasi a Barcellona nel dicembre 1937, è proprio lei ad essere designata alla gestione della Casa delle donne lavoratrici (Casa de la mujer trabajadora), un luogo di interscambio e di educazione delle donne.

Nel 1939, dopo la rivoluzione spagnola e la vittoria dei franchisti, Amparo Poch Gascon è costretta all'esilio in Francia, dove oltre a proseguire con la propaganda anarchica si attiva in favore dei migliaia di profughi trattenuti in quelli che erano veri e propri campi di concentramento.

Dirige l'ospedale di Varsavia a Tolosa, dove venivano ricoverati molti combattenti spagnoli. Donna vivace, umana, colta, di pace, e nemica della guerra, nonostante abbia sofferto la barbarie militare, ha lottato per una società  senza armi e in cui il ruolo preponderante fosse assunto dalla parola, dalla cultura e dalla solidarietà .

Amparo Poch y Gascón muore a Tolosa il 15 aprile 1968.

Riconoscimenti postumi[modifica]

Il 15 ottobre 2002, data del centenario dell'anniversario della sua nascita, il rettore dell'Università  di Saragozza, Felipe Pétriz, ha scoperto una targa che celebra Amparo Poch Gascon e battezza a suo nome una delle aule universitarie; una strada di Saragozza è ugualmente a lei dedicata. [3]

Note[modifica]

  1. Fonte principale: Ciudaddemujeres.com
  2. Federica Montseny, il 4 novembre 1936 (in piena rivoluzione spagnola), assunse l'incarico di Ministro della Sanità . Fu il risultato dell'ingresso della CNT nel nuovo governo presieduto da Largo Caballero. Gli altri ministri anarchici furono: Juan Garcia Oliver alla giustizia, Juan Peiro all'industria, Juan Lopez Sanchez al commercio).
  3. Anarcoefemèrides.net

Bibliografia[modifica]

Voci correlate[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]

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