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Alexandra David-Néel

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Alexandra David-Néel
Louise Eugenie Alexandrine Marie David, conosciuta come Alexandra David-Néel (Saint-Mandé, 24 ottobre 1868 – Digne, 8 settembre 1969), è stata una scrittrice, orientalista, antropologa, cantante, anarchica, buddista ed esploratrice franco-belga.

È conosciuta soprattutto per essere stata la prima donna occidentale giunta a Lhasa nel 1924, la capitale del Tibet all'epoca vietata agli stranieri, dopo ben otto lunghi mesi di cammino iniziati in Mongolia. Le sue opere, sempre ben scritte e ben documentate, influenzarono notevolmente gli scrittori "beat" Jack Kerouac e Allen Ginsberg, così come il filosofo Alan Watts.

Biografia[modifica]

1868-1895: infanzia, gioventù[modifica]

Nata a Parigi nel 1868, a sei anni si trasferisce a Ixelles, in Belgio. Il padre di Alexandra fu professore, militante repubblicano all'inizio della rivoluzione del 1848; sua madre invece fu una donna cattolica che le impartì un'educazione religiosa.

Dopo aver incontrato nel 1886 l'anarchico Élisée Reclus, con il quale si legherà  ad una duratura amicizia, si interessa alle attività  dei libertari dell'epoca (Max Stirner, Michail Bakunin...) e alla questione femminista, che la ispireranno per la scrittura del saggio anarchico Pour la vie.

In questa fase si interessa non poco alla questione femminile, collaborando con la La fronde, giornale femminista amministrato da una cooperativa femminile, fondata da Marguerite Durand. Partecipa a varie riunioni del «Consiglio nazionale delle donne francesi», dove peraltro manifesta tutte le sue idee radicali che la porteranno a contestare la lotta per il diritto al voto femminile, preferendo invece appoggiare le battaglie per l'emancipazione economica delle donne, che lei riteneva fosse la causa principale della discriminazione di genere.

Questa suo modo radicale di intendere il femminismo, la porterà  ben presto ad allontanarsi dalle femministe borghesi, perchè considerate incapaci di condannare le fondamenta della società  capitalistica, ovvero le diseguaglianze economiche.

1895-1904: la cantante[modifica]

Spinta dal padre, entra nel Conservatorio Reale di Bruxelles, dove studia pianoforte e canto. Per aiutare i genitori in difficoltà  economiche, Alexandra, che aveva vinto un premio per il canto, accetta l'ingaggio come cantante solista al Teatro dell'Opera di Hanoi (Indocina), dove si esibisce con il nome di Alexandra Myrial durante le stagioni 1895-1896 e 1896-1897.

Dal 1897 al 1900, convive a Parigi con il pianista Jean Haustont, con il quale scrive Lidia, dramma lirico in un atto con musica composta da Haustont e Alexandra. Comincia a cantare all'opera di Atene, dal novembre 1899 al gennaio 1900, e nel luglio dello stesso anno all'opera di Tunisi, una città  dove incontra un lontano cugino, Filippo Neel, ingegnere capo delle ferrovie tunisine e suo futuro marito. Nel 1902, in occasione di un soggiorno di Jean Haustont a Tunisi, abbandona la sua carriera di cantante pur garantendo per qualche messe la direzione artistica del teatro di Tunisi.

In questa fase comunque non smette di sviluppare pensieri critici verso l'organizzazione sociale vigente, come riportato nel suo Elogio della vita (1898):

«L'obbedienza è la morte. Ogni istante in cui l'uomo si sottomette ad una volontà  esterna è un istante perso della sua vita. Quando l'individuo è costretto ad effettuare un accordo contrario al suo desiderio o gli è impedito di agire secondo il suo bisogno, smette di vivere la propria vita e, mentre chi comanda aumenta il suo potere vitale grazie alla forza con cui domina, chi obbedisce si annienta ... Chiunque ostacola la vita di un uomo impedendogli di vivere pienamente con tutte le sue facoltà  e necessità , minaccia la sua esistenza ... In questa lotta più che in qualunque altra bisognerebbe utilizzare ogni arma, la forza o l'astuzia, può l'uomo dunque adottare la sua legittima difesa. L'obiettivo dell'uomo è di essere un uomo. Lo scopo della vita è di vivere»

1904-1911: donna sposata[modifica]

Alexandra David-Néel in abiti da pellegrina

Il 4 agosto 1904 si sposa in Tunisia con Philippe Néel, conosciuto quattro anni prima e con cui aveva iniziato una relazione. La vita matrimoniale si rivela difficile, a tratti burrascosa, tuttavia il rispetto reciproco tra i due non verrà  mai a mancare. Sarà  soprattutto la curiosità  insopprimibile di Alexandra verso il mondo, il desiderio di viaggiare (di conseguenza di non potersi permettere di avere figli) e conoscere nuove realtà  che porteranno i due alla separazione il 9 agosto 1911, alla vigilia della partenza di Alexandra per il suo secondo viaggio in India (1911-1925).

Viaggi e vita mistica[modifica]

Il viaggio e la mistica ebbero sempre grande importanza nella vita della donna, ed il Tibet sarà  sempre una delle sue mete più ambite ed amate. La donna parte nel 1911 verso l'Asia, con l'intento di attraversare Cina, Giappone, India e Nepal. Finalmente libera, comincia a concentrarsi sulla meditazione e la conoscenza esoterica del sé. In India partecipa a riti tantrici, perfezionando il sanscrito al punto da ottenere in loco un dottorato in filosofia.

Dal 1914 al 1916 vive in eremitaggio in una caverna nel Sikkim praticando esercizi spirituali con il monaco tibetano Aphur Yongden che diviene il suo compagno di vita e avventure e che in seguito diventerà  il suo amato figlio adottivo. Nel 1916 a Shigatse incontra il Panchen Lama e prosegue, grazie all'appoggio della società  teosofica, gli studi sul buddismo e la mistica esoterica orientale anche nel tentativo di liberarli dalle superstizioni. Nel 1924, prima donna occidentale a farlo, entra a Lhasa come pellegrina.

Rientro in Francia[modifica]

Nel 1925 viene accolta come una celebrità  al suo rientro in Francia. In questo periodo pubblica i suoi libri più importanti: Voyage d'une Parisienne à  Lhassa (1927), Mystiques et Magiciens du Tibet (1929) e Magic and Mystery in Tibet (1930). Stabilitasi a Digne con Yongden, dove acquista una casa che poi trasforma in una sorta di fortezza di meditazione chiamata Samten-Dzong, definita da Raymond Brodeur il primo santuario lamaista di Francia.

1937-1946: nuovo viaggio in Oriente[modifica]

Nel 1937 intraprende proprio con il figlio adottivo un nuovo viaggio in Oriente, visitando Siberia, Cina e Tibet. Capitata nel bel mezzo della guerra cino-giapponese, racconta gli orrori della guerra, carestie ed epidemie. Appresa la notizia della morte del marito nel 1941, fa rientro nuovamente a Digne solo nel 1946 dopo la fine della seconda guerra mondiale.

L'ultimo periodo[modifica]

A Digne prosegue i suoi studi, pubblicando innumerevoli libri, opuscoli e articoli. Dopo aver rinnovato il passaporto alla bella età  di 100 anni (chiaro il suo intento di voler continuare a viaggiare o comunque di pensare di poterlo ancora fare ...), muore in Francia l'8 settembre 1969. Aveva 101 anni.

Le sue ceneri furono trasportate a Varanasi nel 1973 da Marie-Madeleine Peyronnet per essere sparse nel Gange insieme a quelle del suo figlio adottivo morto nel 1955.

Bibliografia[modifica]

  • 1898 Pour la vie
  • 1911 Le modernisme bouddhiste et le bouddhisme du Bouddha
  • 1927 Voyage d'une Parisienne à  Lhassa (1927, My Journey to Lhasa)
  • 1929 Mystiques et Magiciens du Tibet (1929, Magic and Mystery in Tibet)
  • 1930 Initiations Lamaïques (Initiations and Initiates in Tibet)
  • 1931 La vie Surhumaine de Guésar de Ling le Héros Thibétain (The Superhuman Life of Gesar of Ling)
  • 1933 Grand Tibet; Au pays des brigands-gentilshommes
  • 1935 Le lama au cinq sagesses
  • 1938 Magie d'amour et magie noire; Scènes du Tibet inconnu (Tibetan Tale of Love and Magic)
  • 1939 Buddhism: Its Doctrines and Its Methods
  • 1940 Sous des nuées d'orage; Recit de voyage
  • 1947 A l'ouest barbare de la vaste Chine
  • 1949 Au coeur des Himalayas; Le Nepal
  • 1951 Ashtavakra Gita; Discours sur le Vedanta Advaita
  • 1951 Les Enseignements Secrets des Bouddhistes Tibétains (The Secret Oral Teachings in Tibetan Buddhist Sects)
  • 1951 L'Inde hier, aujourd'hui, demain
  • 1952 Textes tibétains inédits
  • 1953 Le vieux Tibet face à  la Chine nouvelle
  • 1954 La puissance du néant, con Lama Yongden (The Power of Nothingness)
  • Grammaire de la langue tibetaine parlée
  • 1958 Avadhuta Gita
  • 1958 La connaissance transcendante
  • 1961 Immortalite et reincarnation: Doctrines et pratiques en Chine, au Tibet, dans l'Inde
  • L'Inde où j'ai vécu; Avant et après l'independence
  • 1964 Quarante siècles d'expansion chinoise
  • 1970 En Chine: L'amour universel et l'individualisme intégral: les maîtres Mo Tse et Yang Tchou
  • 1972 Le sortilège du mystère; Faits étranges et gens bizarres rencontrés au long de mes routes d'Orient et d'Occident
  • 1975 Vivre au Tibet; Cuisine, traditions et images
  • 1975 Journal de voyage; Lettres à  son Mari, 11 août 1904 - 27 decembre 1917. Vol. 1. Ed. Marie-Madeleine Peyronnet
  • 1976 Journal de voyage; Lettres à  son Mari, 14 janvier 1918 - 31 decembre 1940. Vol. 2. Ed. Marie-Madeleine Peyronnet
  • 1979 Le Tibet d'Alexandra David-Neel
  • 1986 La lampe de sagesse

Opere tradotte in italiano[modifica]

  • Alexandra David-Neel, Il potere del nulla, Voland, Roma 2009
  • Alexandra David-Neel, Magia d'amore, magia nera, Venexia, 2006
  • Alexandra David-Néel, Nel paese dei briganti gentiluomini, Voland, Roma 2000
  • Alexandra David-Neel, La luce della conoscenza, ECIG, Genova 1999
  • Alexandra David-Néel, Viaggio di una parigina a Lhasa, Voland, Roma 1997
  • Alexandra David-Néel, Le iniziazioni nel buddhismo tibetano, Casa editrice Astrolabio-Ubaldini, Roma 1982
  • Alexandra David-Néel, Mistici e maghi del Tibet, Casa editrice Astrolabio-Ubaldini, Roma 1965

Collegamenti esterni[modifica]