Alexander Berkman
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Alexander Berkman (Vilnius, 21 novembre 1870 - Nizza, 28 giugno 1936), anarchico russo esiliato negli Stati Uniti, fu amico e compagno di Emma Goldman.
[modifica] La vita
Alexander Berkman nasce il 21 novembre 1870 a Vilnius (Lituania), che allora faceva parte della Russia, in un epoca in cui il suo paese è attraversato da moti insurrezionali e rivoluzionari pressoché costanti. Cresciuto a San Pietroburgo, dove tutti lo chiamano Sasha, la sua formazione politica fu notevolmente influenzata dallo zio Maxim, esiliato poi in Siberia per attività rivoluzionaria.
Berkman è espulso dalla sua scuola perché trovato in possesso di materiale letterario di stampo nichilista. Nel 1888, alla morte dei familiari, decide di emigrare negli USA, dove prende parte attivamente al movimento anarchico. Collabora a Freiheit (Libertà) di Johann Most, giornale anarchico tedesco pubblicato negli USA, grazie alla quale incontra Emma Goldman, compagna anarchica e d'amore per molti anni.
Via via che il movimento anarchico statunitense diviene più influente, proporzionalmente aumenta la repressione. Nel 1892, quando ha appena ventidue anni, Berkman parte per Pittsburgh per uccidere Henry Frick, il direttore della compagnia Carnegie produttrice di acciaio, colpevole di aver licenziato tutti gli operai che chiedevano il rinnovo dei contratti e di aver ingaggiato delle guardie armate private che uccisero undici scioperanti.
Il 22 luglio prova a mettere in atto il suo piano ma riesce solo a ferire Henry Frick. E’ condannato a 22 anni di carcere.
Il suo gesto genera reazioni contrastanti all’interno del movimento anarchico statunitense, addirittura Johann Most gli rifiuta la solidarietà politica (Emma Goldman da questo momento troncò ogni rapporto con Most e il suo gruppo). Berkman è rilasciato dopo 14 anni, il 18 maggio 1906.
L’esperienza carceraria lo porta alla pubblicazione di "Memorie carcerarie di un anarchico" e redige dal 1910 al 1911 il bollettino "Mother Earth" (Madre Terra). E’ anche uno dei fondatori della scuola Ferrer di New York. Durante gli anni della Prima Guerra Mondiale, è uno strenuo attivista dell’antimilitarismo ed oppositore alla guerra, per questo è nuovamente arrestato ed incarcerato per altri 2 anni.
Il 21 dicembre 1919 viene deportato, insieme ad Emma Goldman e ad altri rivoluzionari, in Urss, dove si rende conto immediatamente del carattere tirannico della rivoluzione bolscevica. Fugge e si sposta in Svezia, poi Germania, dove pubblica “Il mito bolscevico” ed infine, nel 1925, in Francia.
Quando pubblica “ABC of anarchism” (L’ABC dell’anarchismo), nel 1929, è già debole, povero e fiaccato dalle persecuzioni delle autorità. Alexander Berkman muore suicida a Nizza il 28 giugno 1936.

